Le fonti

Le fonti utilizzate in una ricerca genealogica sono molteplici, e la scelta di quale tipologia di fonte
utilizzare è il momento più importante che ci consente di progredire nella nostra indagine.

Come descritto da Lorenzo Caratti di Valfrei nel suo testo “Guida alla Ricerca Genealogica” (Bologna, CLUEB, 1998) i documenti da cui un ricercatore può attingere per una ricerca genealogica sono essenzialmente di tre tipi:

  1. Atti dello Stato Civile
  2. Archivi parrocchiali
  3. Atti notarili

La scelta dell’uno o dell’altro tipo è legata da diversi fattori, primo tra tutti il fattore temporale.

Gli Atti dello Stato Civile comprendono Atti di Nascita, Matrimonio e Morte.

In Italia, sono stati introdotti dal 1866 con la costituzione dello stato unitario. Nelle regioni meridionali si ha un quadro differente: la registrazione delle nascite, dei matrimoni e dei decessi a cura degli ufficiali di stato civile ebbe inizio, per il Regno di Napoli, nel 1809. In Sicilia tali registrazioni iniziarono nel 1820. Questi atti erano redatti in duplice copia, una delle quali doveva essere inviata ogni anno alla cancelleria del tribunale competente per territorio. Pertanto oggi è possibile reperire tali registri sia presso i singoli Comuni sia presso gli Archivi di Stato, che conservano le copie già in deposito presso i tribunali. L’Archivio di Stato di Palermo conserva i registri dello Stato Civile compresi tra il 1820 e il 1866.

Per una relazione dettagliata sul contenuto di questi documenti si rimanda al già citato testo di Valfrei.

Gli Archivi Parrocchiali rappresentano la principale fonte di ogni ricerca genealogica. Sono virtualmente disponibili a partire dal 1563, data della fine del Concilio di Trento, durante il quale fu istituito l’obbligo per i parroci di tenere i registri dei battesimi, dei matrimoni e delle morti.

La loro accessibilità e disponibilità è tuttavia molto variabile a seconda della parrocchia poichè i registri sono lasciati alla cura del parroco stesso che può concenderne o no la visione a chi ne fa richiesta.

Gli Atti Notarili sono disponibili da tempi più remoti rispetto ai documenti parrocchiali, ma la loro ricerca presenta maggiori difficoltà rispetto alle altre tipologie di fonti. Questi documenti sono reperibili presso gli Archivi di Stato o gli Archivi Notarili delle varie regioni.

Un’altro tipo di fonte disponibile per le regioni del Regno di Sicilia sono i Catasti Onciari e, per la Sicilia, i Riveli di Beni e di Anime. Questi ultimi sono veri e propri censimenti eseguiti con intervalli diversi nei seguenti anni: 1505, 1548, 1569-70, 1583, 1593, 1606, 1616, 1623-24, 1636, 1651, 1681 1714, 1747-56, 1806 e del 1831 e contengono informazioni riguardanti i nuclei familiari ed i loro beni e debiti. Tramite questi documenti è possibile ottenere preziose informazioni genealogiche e permettono anche di avere un’idea del contesto sociale dell’epoca.